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La mostra

La manifestazione ArteLibro a cui aderisce anche quest'anno il nostro Ateneo ed in particolare l'Area Sistemi dipartimentali e documentali ci ha dato l'opportunità di studiare un filone di interesse presente nella nostra raccolta storica ed ancora poco indagato.

I volumi in mostra, che documentano alcuni momenti delle origini dell'archeologia come disciplina scientifica, furono pubblicati tra la seconda metà del XVI secolo e l'inizio del XX e sono ricchi di illustrazioni che riproducono oggetti ed antiche architetture di epoca egiziana, greca e romana. Sono stati oggetto di recupero catalografico da parte del Sistema Bibliotecario d'Ateneo.

La prima sezione propone opere del XVI e XVII secolo, tra le quali l'edizione curata da Daniele Barbaro del De Architectura di Vitruvio. Il De Architectura è l'unico trattato completo di architettura giunto sino a noi dall'antichità ed ebbe un'influenza fondamentale sulle teorie architettoniche del Rinascimento. Si inseriscono nello spirito del collezionismo enciclopedico degli stessi anni i "cataloghi" di antichità romane ed egiziane di Ulisse Aldrovandi e Athanasius Kircher. Attenzione particolare meritano, infine, due volumi sullo spostamento dell'obelisco vaticano in Piazza San Pietro. Il primo è a cura di Domenico Fontana, architetto di papa Sisto V, al quale si deve la realizzazione di questa strepitosa impresa nel 1586; il secondo, pubblicato nel 1743 dall'"ingegnero" Nicola Zabaglia, ripropone il trasferimento dell'obelisco, inserendolo nel contesto di altre fabbriche vaticane e illustra le tecniche e gli strumenti di lavoro utilizzati nei cantieri edili dell'epoca.

Le opere che seguono, pubblicate tra il XVIII e la prima metà del XIX secolo, testimoniano l'interesse storico-artistico e archeologico per le architetture dell'antichità classica proprio di quegli anni e le ferventi discussioni sulla supremazia dell'arte ellenica su quella romana e di quest'ultima sulle espressioni artistiche medioevali. Sono volumi curati da incisori, architetti, ingegneri e intellettuali importanti quali Francesco Piranesi, Luigi Canina, Nicholas Revett e James Stuart ed altri meno noti, quali Antonio De Romanis, Maurizio Brighenti, Giovanni Lodovico Bianconi e Rinaldo Rasponi, ma non per questo meno significativi nel contesto della raccolta.

La sezione successiva espone l'imponente volume relativo alla campagna di scavo, svolta a fine Ottocento presso la necropoli etrusca della Certosa di Bologna dall'ingegnere e archeologo Antonio Zannoni che condusse e documentò i lavori con un rigore e una sistematicità a quelle date ancora inconsueti. Al lavoro scientifico di Zannoni si rifà l'opera divulgativa di Enrico Zironi di cui si espone un sintetico manuale di scavo.

I volumi esposti appartengono, con una sola eccezione, al fondo storico della Biblioteca, il cui nucleo originario risale alla Biblioteca della Scuola d'Applicazione per gli Ingegneri istituita a Bologna nel 1875. I volumi furono acquisiti tra il 1878 e i primi anni del '900 per ragioni di carattere scientifico e didattico (la storia dell'architettura era infatti materia di insegnamento nella Scuola) ma anche per un evidente interesse verso i libri d'arte. La scelta delle opere fu probabilmente influenzata dallo studioso modenese e appassionato bibliografo Pietro Riccardi, che presso la Scuola era titolare della cattedra di geometria pratica e membro della commissione per la biblioteca. E' inoltre probabile che alcuni suggerimenti di acquisto siano pervenuti proprio da Antonio Zannoni, anch'egli docente presso la Scuola, dove era titolare dell'insegnamento di architettura tecnica.

Dalle opere esposte emerge, tra l'ingegneria e l'archeologia, un inaspettato legame che non si esaurisce nell'erudizione tardo-ottocentesca, ma prosegue anche oggi; una sezione della mostra illustra infatti l'impiego di tecnologie ingegneristiche avanzate per l'analisi della cartografia storica e il rilievo archeologico.

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ArteLibro 2011 (23-24 settembre 2011) - Le Biblioteche di Ateneo si mostrano.